Pamela Bravi

Stop, mamma prendi fiato!

Nella mia splendida esperienza di mamma, ho compreso anche come sia così facile essere sopraffatte dalle cose da fare, dall’accudire i figli, la casa, gestire il lavoro e spesso i giorni passano e nemmeno me ne accorgo. Come persona sono sempre stata “programmata” a mettere gli altri al primo posto, o meglio ad occuparmi prima delle esigenze degli altri e poi delle mie.

Questo modo di comportarmi con il tempo e con il diventare mamma si è sempre più solidificato, la lista delle cose che DOVEVO fare aumentava sempre di più e, io nella lista c’ero eccome, si, ma all’ultimo posto! E peccato che non ci arrivavo mai !
Così per giorni e giorni e anche per alcuni periodi, mi sono messa da parte, perché alla sera arrivavo talmente sfinita che non desideravo altro che dormire, nella speranza che tutto filasse per il meglio e che nessun pianto notturno mi svegliasse.

Tutto ciò può essere normale se si tratta di superare un momento impegnativo, per esempio quando arriva un nuovo bimbetto, oppure quando di inverno si incappa in una malattia via l’altra e tutta la famiglia purtroppo ne viene contagiata. Alla lunga però, questo modo di “sopravvivere”, o di vivere un’emergenza via l’altra sfinisce e lo fa in tutti i sensi. Alla fine ci si ritrova senza energia fisica e mentale, magari con una bella confusione in testa su come gestire l’immediato futuro, una relazione di coppia in cui l’intimità è confusa per la biancheria intima che si ricolloca nel cassetto dopo il lavaggio, mille dubbi su come conciliare casa e lavoro e, non da ultimo, una relazione con se stessi totalmente inesistente.
Ecco io a questo punto ci sono capitata purtroppo!
Nella mia esperienza sbattere la testa serve a fermarmi per riflettere che cosa si può cambiare o fare in modo diverso o semplicemente a chiedermi che cosa c’è che non ho compreso da ciò che ho vissuto.
Ce ne ho messo di tempo per capire che se non custodisco per primo la mia persona, non ho energie per accudire gli altri. Mi spiego meglio con una storia che mi piace,l’ho sentita raccontare dalla mia insegnate Lucia. Fa riferimento alle misure di sicurezza che le Hostess espongono in aereo prima del decollo. Quando il personale di volo infatti, spiega come utilizzare le maschere d’ossigeno, dice chiaramente che gli adulti che accompagnano i bambini devono indossare la maschera d’ossigeno per primi e, solo dopo, aiuteranno i bimbi a metterla a loro volta. Questo perché se non arriva ossigeno al nostro cervell, non possiamo aiutare i nostri figli.

Quante volte ci siamo trovate nella situazione di non indossare la maschera e ostinarci a prestare aiuto, senza esserne effettivamente in grado? E cosa mai sarebbe accaduto se ci fossimo fermate a prendere un pò d’aria? Come cambierebbero le cose se ci prendessimo ogni giorno delle PICCOLE boccate d’ossigeno, pensando di nutrirci ed aumentare il nostro benessere? In realtà non occorre fare grandi cose, purché siano gesti che facciamo volentieri e che ci fanno stare bene, una telefonata ad una amica, una passeggiata di 5 minuti, leggere un paio di pagine di un libro, un attimo di relax con la nostra canzone preferita,… una piccola cosa solo per noi.
Anche se sembrano cose semplici e magari di scarso valore, in realtà sono come piccole luci luminose che si accendono dentro di noi e ci rendono brillanti, tanto da poter far luce intorno a noi.

Lasciamo andare il senso di colpa per non aver finito tutta la lista, per non aver riordinato o per non aver fatto la lavatrice o pulito il pavimento, anche il giorno dopo ci aspetteranno li!
Io ho iniziato questa strada a piccoli passi, dandogli il nome di amore per me stessa, ne ho guadagnato in serenità, ho cancellato l’ansia, sono più tranquilla nella relazione con i miei bambini, mi sono ri-trovata. Non sono perfetta e occasionalmente finisco fuori pista, ma quando la strada la conosci ti rimetti prima in carreggiata!

Una delle donne che stimo di più, Louise Hay, nel suo libro “Il Valore delle donne” scrive:

“In quanto madri non dobbiamo ne essere –Super woman- ne aspirare al titolo di –Generatrici perfette-.
Se vi comportate da madri amorevoli, i vostri figli avranno ottime possibilità di diventare, crescendo, il tipo di persone che vi piacerebbe avere come amiche.
Saranno persone soddisfatte e di successo. La soddisfazione del sé produce pace interiore.
La miglior cosa che possiamo fare per i nostri figli è imparare ad amare voi stesse, perché i figli imparano sempre dall’esempio che gli si da. Voi migliorerete la qualità della vostra vita e di riflesso anche la loro. L’autostima che creerete per voi stesse porterà l’autostima a tutta la famiglia”

EFFETTO COLLATERALE della donna/mamma/moglie felice:
quando riempiamo il nostro vaso di gioia e felicità, poi inizia a strabordare e tutti gli altri ne saranno contagiati.

Che dici, cosa fai oggi per te stessa?

Post Tags:

figli, mamma, serenità

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