Avventura alla scoperta di SE

 

Ti è mai capitato di vedere un bambino piccolo che davanti allo specchio guarda serio la sua immagine senza riconoscersi?
Quando siamo bambini (dall’anno in giù) non associamo l’immagine riflessa nello specchio al nostro corpo e quindi non pensiamo quello li sono io!
Dopo i 15 e i 18 mesi si attraversa un periodo che viene denominato la “fase dello specchio”, un momento fantastico in cui i bambini guardandosi allo specchio non solo si riconoscono ma giocano e amano la loro figura riflessa. Starebbero ore a baciare la loro immagine e le loro manine riflesse, meravigliandosi davanti al proprio corpo, guardando il viso e le proprie espressioni pieni di stupore e ridere, ridere, ridere davanti alle loro faccine che cambiano espressione: buffe, brutte, serie, arrabbiate, strambe. I bambini adorano la loro immagine, il loro corpo e ciò che sono e lo specchio è uno strumento fantastico attraverso il quale possono esprimere la loro ammirazione.

 

Cosa accade ad un certo punto della nostra crescita per cui diventiamo impacciati a guardarci allo specchio e timidi davanti alla macchina fotografica? Perché la nostra immagine non ci evoca più emozioni di gioia, bellezza e amore?

Quello che succede è che crescendo usciamo dalla “dimensione” di amore ed entriamo in quella del timore, del giudizio e della paura. In questa nuova condizione, che certamente non rende la nostra vita migliore, il giudizio che diamo a noi stessi, ciò che pensiamo di noi contamina la nostra immagine. In questo modo l’immagine di noi che vediamo riflessa allo specchio è la somma delle valutazioni, delle idee, dei giudizi che ci siamo dati e non ha nulla a che fare con quell’immagine che vedevamo nella “fase dello specchio”.
In altre parole ci siamo allontanati dal nostro volto originario, dall’immagine della nostra essenza.
E’ come se vedessimo di noi ciò che vogliamo vedere di noi!
E’ come se la bellezza che vedevamo un tempo è soffocata da tante altre voci!
Certamente potrebbe anche essere che, se siamo persone centrate, con una buona autostima, con equilibrio nelle diverse nostre parti (mente, corpo, spirito ed emozioni), guardarsi allo specchio sarà piacevole e non avremo “timore” di guardarci profondamente negli occhi, non ci fermeremo ad osserva solo le rughe, le occhiaie o i difetti.
Se non siamo in questa situazione nulla è perduto!
Se lo vogliamo, possiamo ritornare a guardare il nostro vero volto, possiamo rivedere la nostra bellezza, la nostra vera essenza. L’unica strada da percorrere è quella di smettere di giudicarci, siamo in grado di vederci veramente solo quando smettiamo di giudicarci. Molto spesso purtroppo il giudizio è diventato una vera e propria abitudine, a tal punto che pensiamo che giudicare significa vedere, quando in realtà è proprio il contrario.
Se ci piace l’idea di ritornare in contatto con noi stessi e di ri-scoprirci uno strumento che ci aiuta a farlo è proprio lo specchio.
Il lavoro allo specchio, di cui Louise Hay è stata una vera pioniera, è benefico e di trasformazione, nella sua semplicità è un modo potente, basta semplicemente prendersi un paio di minuti, fare un bel respiro profondo che riempie i polmoni e osservare i nostri occhi, lasciando scivolare lentamente i pensieri e i giudizi e ascoltare le nostre emozioni.

Guardarsi allo specchio non è facile perché ci confrontiamo con una marea di giudizi, eppure lo specchio non ci giudica, siamo noi a farlo! Se ti ritrovi ad aver paura nel praticare questo esercizio in realtà è un po’ come aver paura di noi stessi. E’ questo che vogliamo?
Se iniziamo a fare l’esercizio dello specchio quotidianamente allora diventa un vero, meraviglioso viaggio alla scoperta di noi stessi.
In realtà gli specchi sono ovunque, in auto, nei bagni, nei negozi, ed a ogni ora della giornata lo possiamo utilizzare per 1 minuto.
E’ proprio così, basta anche un solo minuto per sentirne il giovamento! Il beneficio di allontanarci dai giudizi non è solo quello di farci stare più sereni ma anche di aprire la porta verso di noi, amarci, nutrirci di affetto e darci la possibilità di migliorarci per vivere meglio.
Louise Hay afferma:
“Il miracolo del lavoro allo specchio è che quando ti giudichi vedi i tuoi difetti,
                                                   quando ti ami vedi la tua bellezza”.

Liberamente adattato da “La vita mi ama” di Robert Holden e Louise Hay

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